I lavoratori domestici nel mondo

Dal dossier n.4

Le analisi dell'ILO ci permettono di dare un quadro sul numero di lavoratori domestici nel mondo, analizzando anche informazioni interessanti quali la copertura assicurativa e sociale.
Nel 2013, l'ILO stima che 67,1 milioni di persone sono stati impiegati come lavoratori domestici in 176 paesi in tutto il mondo. Vista la difficoltà di misurare il lavoro sommerso, specie in ambito domestico, il valore ufficiale sembra stimato per difetto.
La distribuzione dei lavoratori domestici per Area geografica mostra che il 68% dei lavoratori si concentra in Asia e America Latina, il che suggerisce che queste regioni  devono affrontare grandi sfide per garantire la protezione sociale in questo settore. Ovviamente il dato dipende dalle diverse grandezze e dalla popolazione  residente  in queste aree, ma il confronto con i lavoratori totali mette comunque in evidenza come il lavoro domestico sia maggiormente rilevante per i paesi in via di sviluppo. A  livello mondiale il lavoro domestico è una fonte significativa di posti di lavoro, pari al 4 per cento della forza lavoro, ma mentre nei Paesi industrializzati i lavoratori domestici rappresentano meno dell'1,5 per cento della forza lavoro totale, in America Latina e nei Caraibi il lavoro domestico rappresenta il 6 per cento, seguita dagli Stati Arabi (7,7 per cento), dall'Africa (2,2 per cento) e Asia e il Pacifico (Cina esclusa) (1,4 per cento).
Inoltre, sempre l'ILO stima che dei 67 milioni di lavoratori domestici in tutto il mondo, nel 2010 solo il 10 per cento di questi è coperto dalle stesse leggi che tutelano tutti  i lavoratori, e che le più grandi lacune per il settore del lavoro domestico sono concentrate nei paesi in via di sviluppo.
Secondo le informazioni provenienti da 163 paesi esaminati dall'ILO, almeno  70  Paesi (43%) hanno disposizioni che prevedono una sorta di protezione sociale per i lavoratori domestici.
Dal grafico si vede che tutti i paesi del Nord America e dell'Europa Occidentale forniscono un certo tipo di protezione sociale per i lavoratori domestici, e questo è spiegato dal livello di sviluppo dei loro sistemi di protezione sociale.
In America Latina e nei Caraibi, circa il 60 per cento dei paesi ha stabilito un certo tipo di copertura di sicurezza sociale per i lavoratori domestici; in Africa il 25 per cento; in Medio Oriente e nella regione dell'Asia e del Pacifico, un quinto dei paesi fornisce una copertura. Malgrado la presenza di sistemi di copertura in molti paesi, si stima che dei 67 milioni di lavoratori domestici in tutto il mondo, 60 milioni sono esclusi dalla copertura della previdenza sociale.
Questi deficit sulla copertura della sicurezza sociale esistono anche nei paesi  industrializzati. Ad esempio, in Italia circa il 60 per cento dei lavoratori domestici non sono registrati ai sistemi di sicurezza sociale. In Spagna e in Francia, il 30 per  cento dei lavoratori domestici sono esclusi dalla copertura previdenziale (ILO, 20166).
Gli ostacoli principali per estendere la copertura della sicurezza sociale per il settore del lavoro domestico sono associati a diversi fattori: dalla mancanza di disposizioni o strategie per coprire i lavoratori che hanno più di un datore di lavoro, alla stretta definizione  giuridica del lavoro domestico alla mancanza di incentivi contributivi, alla complessità o l'inadeguatezza delle procedure amministrative per la registrazione, al versamento dei contributi e alla scarsa cultura datoriale delle famiglie.
Queste caratteristiche includono il fatto che il lavoro viene eseguito in una casa privata che rende difficile da controllare e ispezionare, questi lavoratori hanno un tasso di turnover elevato di posti di lavoro ed i rapporti di lavoro non sono di solito stabiliti attraverso un contratto di lavoro. Queste difficoltà sono anche associate con altri fattori, come la mancanza di riconoscimento giuridico del lavoro domestico come una professione, così
 come altri elementi socio-culturali che generano un valore sociale basso per i lavori domestici.
Non esiste un modello unico di protezione sociale per il settore: otto paesi segnalano una copertura previdenziale volontaria per i lavoratori domestici, pratica che ostacola gli sforzi per estendere la sicurezza sociale agli stessi. I paesi con elevati livelli di copertura della protezione sociale per il settore del lavoro domestico hanno messo in atto una combinazione di strategie che includono: l'applicazione di una copertura obbligatoria e non volontaria; regimi contributivi differenziati in relazione a quelli applicati ad altri dipendenti; sussidi governativi; incentivi fiscali; piani di registrazione per i lavoratori che hanno più di un datore di lavoro, o che lavorano a tempo parziale; programmi di educazione e di sensibilizzazione destinate a lavoratori domestici e ai loro datori di lavoro.

 

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