Urgenti cassa integrazione e sanatoria

Lavoro domestico e COVID-19

Il fenomeno della pandemia del Coronavirus, amplifica tutte le questioni irrisolte di un settore atipico come quello del lavoro domestico.  Tatiana Nogailic, mediatrice culturale e presidente di AssoMoldave, afferma che “i lavoratori domestici vanno inseriti nelle leggi straordinarie che si stanno promulgando in questi giorni”. “Lo Stato deve rivedere la legge – continua – dobbiamo avere il diritto anche noi alla cassa integrazione, dobbiamo avere gli stessi diritti degli altri lavoratori.

Oltre agli ammortizzatori sociali, poi, il governo deve considerare la proposta di una sanatoria. Migliaia di persone lavorano in nero, senza dignità: siamo ‘servitù di passaggio’, come ha scritto un sociologo. Circa 500 moldavi e moldave in Italia hanno fatto già richiesta di pensione: la più bassa è di 20 euro al mese, la più alta 300. Le pensioni sono basse perché i contratti sono spesso a 24 ore settimanali (dichiarate).

Sull’irregolarità è intervenuta anche la senatrice Emma Bonino. “Ho affrontato con il ministro Lamorgese la questione sociale delle badanti irregolari. Si tratta di persone che sono irregolarmente in Italia e che le famiglie non possono assumere formalmente, perché sprovviste di un permesso di soggiorno. Rappresentano oltre la metà dei lavoratori domestici italiani, 1,2 milioni di persone invisibili, cui affidiamo gli affetti più cari. Logica vorrebbe che proprio nel loro interesse queste persone possano avere un documento e possano uscire di casa per fare acquisti e commissioni senza timore di essere fermate e denunciate. Come per i lavoratori nel settore agricolo, di cui il ministro Bellanova ha chiesto la regolarizzazione proprio per salvare i raccolti primaverili e invernali, sarebbe utile regolarizzare quanto prima le persone che assistono gli anziani”.
 

Diminuzione lavoratori domestici immigrati regolari

“I lavoratori domestici immigrati sono l'ossatura del sistema privato che abbiamo sino ad oggi utilizzato in Italia per affrontare il problema della non autosufficienza di anziani e disabili”. È il pensiero di Tito Boeri, economista e accademico, presidente Inps dal 2014 al 2019. La storia di persone come Sentiliana, la ragazza di Durazzo per cui si è mobilitato un intero paese ligure, che assiste una donna malata di Sla e che oggi rischia di venire espulsa dal nostro Paese perché irregolare, è emblematica.

Le badanti, con il loro lavoro, permettono di assistere molte persone non-autosufficienti “ma abbiamo chiuso le frontiere anche a loro”, denuncia Boeri al Sole 24 Ore, “ormai da dieci anni abbiamo rinunciato a varare decreti flussi con quote per colf e badanti minimamente in linea con la domanda di lavoro. Il risultato è stato gonfiare le file del lavoro nero. Il numero di lavoratori domestici extra-comunitari iscritti alla gestione Inps si è ridotto di un quarto, non compensato dall'aumento dei lavoratori comunitari o italiani che non hanno problemi coi visti”.  Non appena poi c'è un provvedimento di regolarizzazione del lavoro nero, il numero di colf e badanti extracomunitarie si impenna, a dimostrazione del fatto che questi lavori continuano a essere richiesti. 

Oltre l’emergenza Coronavirus, dunque, c’è l’ulteriore urgenza della regolarizzazione, che un coro unanime di voci fa risuonare nel teatro del confronto sociale. Solo il lavoro regolare, legale, può essere coordinato in un impianto più generale di assistenza pubblica e servizi alle famiglie. Tutti i nodi vengono al pettine.


Redazione DOMINA
04/04/2020

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