A seguito della crisi economica che mise in ginocchio l’Ecuador sul finire degli anni ’90, Stati Uniti, Spagna e Italia si sono ritrovati ad accogliere i cittadini ecuadoregni in cerca di futuro: “molte di queste persone erano professionisti e hanno trovato difficoltà nella convalida dei titoli -spiega Saul Andres Pacurucu Pacurucu, Console della repubblica dell’Ecuador a Roma-, perciò l’occupazione più immediata è stata diventare lavoratori domestici”.
Il consolato ecuadoriano sostiene le iniziative volte ad accrescere le competenze e migliorare le condizioni dei propri connazionali in Italia che li annovera al 10° posto come comunità straniera per l’invio di rimesse: “nel 2019, gli ecuadoriani in Italia hanno inviato 147 milioni di euro in rimesse verso il proprio paese d’origine -informa il console Pacurucu-, auspicando nella possibilità che sia riconosciuta l’integrazione dei contributi versati qui con quelli maturati in Ecuador”.