Lavoro domestico, settore da 42 miliardi di PIL in Europa.

Anticipazione del Dossier europeo DOMINA

Il settore della cura e dell’assistenza in Europa sta vivendo un periodo di forti cambiamenti, spinti anche dalla “European Care Strategy”, presentata dalla Commissione europea nel 2022. L’Osservatorio DOMINA, per il terzo anno consecutivo, analizza la realtà del lavoro di cura a livello europeo. Queste le prime anticipazione del Dossier europeo DOMINA, di prossima pubblicazione.

Complessivamente, nel territorio Ue27 nel 2022 sono presenti oltre 11 milioni di lavoratori dell’assistenza, pari al 5,6% di tutti gli occupati in Europa. Nei Paesi del Nord Europa si registrano valori superiori alla media: 11,3% in Danimarca, 9,5% in Finlandia e 9,2% nei Paesi Bassi. I valori più bassi si registrano invece nell’Europa dell’Est, con Polonia, Grecia, Lituania, Estonia e Romania sotto il 2%.

Tra i lavoratori dell’assistenza, il 15,9% è assunto direttamente dalle famiglie; il 37,4% lavora presso strutture residenziali, mentre la componente più numerosa (46,7%) si occupa di assistenza non residenziale. In questa fattispecie rientrano anche i lavoratori assunti da agenzie o altri intermediari e impiegati come lavoratori domestici presso le famiglie. La suddivisione tra le tre tipologie di lavoratori, infatti, dipende dalle peculiarità dei sistemi di welfare. Il lavoro domestico in senso stretto è una prerogativa dei sistemi mediterranei e rappresenta la maggioranza relativa del lavoro di assistenza solo in Spagna (46,6%), Italia (52,0%) e Cipro (79,1%), mentre nel Nord Europa prevalgono l’assistenza residenziale e le agenzie di intermediazione.

Incidenza dei lavoratori dell’assistenza sul totale occupati (dati 2022)



Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati Eurostat



Ripartizione dei lavoratori dell’assistenza in Europa (dati 2022)

Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati Eurostat


Il Dossier europeo DOMINA, oltre a fornire una panoramica del lavoro di cura in Europa, prosegue il monitoraggio dello stato di avanzamento della European Care Strategy, piano di riforme lanciato nel 2022 dalla Commissione europea. In questo senso, la stessa Commissione europea, tramite la DG Lavoro, ha curato un approfondimento sulla Strategia, presentando le sfide correnti a livello comunitario e di singoli Stati membri.

Nello specifico del lavoro domestico, i lavoratori del settore sono in calo nel 2022 (-3,7% dal 2021 e -25,9% dal 2013), nonostante la domanda di cura sia in crescita. Ciò dipende, evidentemente, da una riorganizzazione del lavoro di cura e di assistenza. A livello economico, nel 2022 il settore del lavoro domestico ha prodotto un Valore Aggiunto di circa 42 miliardi di euro, pari allo 0,29% del PIL dell’area Ue27, con picchi massimi in Italia (0,99%) e Spagna (0,78%).

Incidenza % del Settore domestico sul PIL (2022)
 
Primi 10 Paesi
per % sul PIL
Valore Aggiunto
(Miliardi euro)
% PIL
Italia 17,4 0,99%
Spagna 9,5 0,78%
Cipro 0,2 0,76%
Portogallo 1,2 0,57%
Grecia 0,8 0,46%
Lussemburgo 0,2 0,24%
Germania 8,0 0,23%
Danimarca (2020) 0,7 0,20%
Finlandia 0,4 0,15%
Lettonia 0,1 0,15%
Totale Ue 27 42,0 0,29%

Elaborazioni DOMINA e Fondazione Leone Moressa su dati Eurostat


Secondo Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, “le previsioni demografiche delineano un’Europa sempre più anziana, con un aumento del +34% della popolazione con almeno 65 anni da qui al 2070. Se già oggi la componente in età “pensionabile” rappresenta il 21% della popolazione, tra cinquant’anni costituirà il 30% nell’Unione europea, con picchi superiori al 33% in molti paesi tra cui Italia, Polonia e Portogallo. Per questo motivo, ma anche per ragioni culturali e sociali, il settore della cura e dell’assistenza è inevitabilmente in espansione. La pandemia ha evidenziato le criticità dei sistemi di cura e assistenza e ora, grazie anche allo stimolo della European Care Strategy, stiamo assistendo ad una riforma del settore in molti paesi europei.
E’ importante, quindi, conoscere il valore – sociale, ma anche economico – di questo settore, dando il giusto riconoscimento come comparto essenziale per tutte le famiglie europee”.
 

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