Dal lavoro domestico in Italia 17,1 miliardi di contributo al PIL (0,9%).

Valore prodotto grazie ai 13,4 miliardi spesi dalle famiglie (7,6 mld in regola e 5,8 mld informali).

Dal lavoro domestico in Italia 17,1 miliardi di contributo al PIL (0,9%). Valore prodotto grazie ai 13,4 miliardi spesi dalle famiglie (7,6 mld in regola e 5,8 mld informali)

 

Le dinamiche demografiche in corso in Italia, ampiamente documentate dai Rapporti ISTAT[1] e dal Rapporto DOMINA[2], hanno inevitabilmente un impatto sul sistema di welfare e sulla spesa pubblica per previdenza e assistenza. In questo quadro, la spesa delle famiglie svolge un ruolo cruciale nel sistema di welfare, garantendo servizi assistenziali irrinunciabili e sgravando lo Stato da un ingente volume di spesa.

 

Mettendo a confronto la situazione italiana e quella degli altri Paesi, risulta chiaro come l’Italia abbia una spesa sociale più elevata rispetto alla media Ue27 (28,9% del PIL italiano nel 2022, contro il 26,8% della media europea), ma con uno sbilanciamento verso la spesa per le pensioni (16,3% del PIL in Italia, 12,4% nella media Ue). Oltre alle ragioni demografiche, secondo il rapporto INPS 2024[3] vi sono altri due fattori che determinano l’elevata spesa pensionistica italiana. Innanzitutto, l’età effettiva di accesso alla pensione di vecchiaia in Italia rimane relativamente bassa, nonostante l’età legale sia fissata a 67 anni, a causa dell’esistenza di numerosi canali di uscita anticipata dal mercato del lavoro, quali Opzione donna e le Quote. Inoltre, le pensioni italiane sono mediamente generose, con un tasso di sostituzione rispetto all’ultima retribuzione percepita prima del pensionamento che è tra i più alti nell’UE, superando la media europea di quasi 15 punti percentuali.

Al contrario, la spesa per la voce “famiglia” raggiunge in Italia solo l’1,6% del PIL, contro una media Ue del 2,3%.

Composizione della spesa sociale, incidenza % PIL (2022)

(Tot. Italia: 28,9%                     Tot. Media Ue27: 26,8%)

Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati Eurostat

[1] https://www.istat.it/produzione-editoriale/rapporto-annuale-2025-la-situazione-del-paese-il-volume/

[2] https://www.osservatoriolavorodomestico.it/rapporto-annuale/

[3] https://www.inps.it/it/it/dati-e-bilanci/rapporti-annuali/xxiii-rapporto-annuale.html

 

La spesa sociale Italiana, dunque, è fortemente orientata verso la popolazione anziana, con una forte incidenza della spesa per pensioni e sanità e relativamente bassa per famiglia e disabilità. Il Rapporto DOMINA, come di consueto, analizza i dati della Ragioneria Generale dello Stato (RGS) arrivando a stimare quale sarebbe la spesa assistenziale a carico dello Stato in uno scenario ipotetico senza l’impegno delle famiglie.

Il rapporto RGS 2025[4] presenta i dati relativi al 2024 relativi alla spesa pubblica italiana per l’assistenza (Long Term Care, LTC), fornendo il dettaglio per componenti (spesa sanitaria, indennità di accompagnamento e interventi socio-assistenziali, erogati a livello locale, rivolti ai disabili e agli anziani non autosufficienti) o per macro-funzioni (domiciliare, residenziale o monetaria).

La spesa pubblica complessiva per LTC ammonta a 35,3 miliardi di euro, pari all’1,61% del PIL, di cui circa tre quarti (73,3%) erogati a soggetti con più di 65 anni (25,9 miliardi). Per quanto riguarda le componenti, il 43,5% della spesa per LTC riguarda le indennità di accompagnamento (15,3 miliardi) e il 39,8% la componente sanitaria (14,0 miliardi). Il restante 16,8% (5,9 miliardi) si riferisce ad altre prestazioni assistenziali, generalmente gestite dagli enti locali.

La spesa per LTC può essere inoltre analizzata secondo un dettaglio per macrofunzioni. In particolare, si distingue: l’assistenza domiciliare e semiresidenziale (at home), l’assistenza residenziale (in institutions) e le prestazioni monetarie (cash benefits). Sui 35,3 miliardi complessivi, oltre la metà (50,3%) è destinata a sussidi monetari elargiti ai beneficiari. Il 30,4% riguarda invece sostegno a beneficiari residenti in strutture, mentre il 19,3% riguarda l’assistenza a domicilio. Va inoltre precisato che nella spesa dello Stato ci sono anche i rimborsi indiretti delle spese sanitarie (es. esenzioni ticket per reddito, patologia o per invalidità).

Composizione della Spesa Long Term Care (2024)

Componenti Incidenza % PIL Mld Euro Distrib % Quota % Anni 65+
Componente sanitaria 0,64% 14,0 39,8% 67,2%
Indennità accompagnamento 0,70% 15,3 43,5% 75,7%
Altre prestazioni 0,27% 5,9 16,8% 81,5%
Totale 1,61% 35,3 100,0% 73,3%

 

Macrofunzioni Incidenza % PIL Mld Euro Distrib % Quota % Anni 65+
At home 0,31% 6,8 19,3% 74,2%
In Institutions 0,49% 10,7 30,4% 69,4%
Cash benefits 0,81% 17,8 50,3% 75,3%
Totale 1,61% 35,3 100,0% 73,3%

Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati MEF – RGS

 

[4] Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario, Rapporto 2024 n. 25 https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/

 

Analizzando i Rapporti RGS degli anni precedenti, è possibile evidenziare il trend della spesa LTC. Vengono esaminate, in questo caso, la componente sanitaria e la macrofunzione “at home”, precisando che, essendo due livelli diversi, non si tratta di voci completamente alternative. Il confronto aiuta però a comprendere le scelte politiche e le strategie del decisore pubblico. Sono analizzati i valori nominali, non rivalutati.

La componente sanitaria è rimasta stabile attorno ai 14 miliardi di euro tra il 2011 e il 2015. Nel 2016 e nel 2017 ha registrato un calo, arrivando per la prima volta sotto i 12 miliardi. Dopo un lieve aumento nel 2018 e nel 2019, nel 2020 la componente sanitaria è aumentata di 1 miliardo, arrivando a 13,6 miliardi e avvicinandosi ai livelli precedenti al 2016. Nel 2022 e nel 2023 si è verificata una stabilizzazione a quota 13,4 miliardi, mentre nell’ultimo anno si registra un significativo aumento (14,0 miliardi).

Negli ultimi due anni, invece, è cresce in maniera significativa la macrofunzione “at home”, passata da 5,3 miliardi nel 2022 a 6,8 miliardi nel 2024. Questa voce aveva subito un brusco calo nel 2017 (-30%), passando da 8,1 a 5,6 miliardi. Gli incrementi dell’ultimo biennio potrebbero far intendere che le difficoltà registrate dal sistema di assistenza residenziale durante l’emergenza COVID, assieme agli impulsi della European Care Strategy, abbiano stimolato quella “de-istituzionalizzazione” del settore, tante volte auspicata dalle famiglie.

Assistenza sanitaria Long Term Care

(dati in miliardi euro)

Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati MEF – RGS

 

La spesa per Long Term Care destinata alla popolazione over 65 ammonta quindi a 25,9 miliardi di euro, pari al 73,3% del totale (35,3 miliardi). In questo contesto, il sistema assistenziale è sostenuto grazie ai 7,6 miliardi spesi dalle famiglie per la gestione delle badanti (inclusa la componente irregolare).

Senza la spesa delle famiglie, che garantisce la possibilità dell’assistenza a domicilio, lo Stato dovrebbe spendere circa 17,8 miliardi in più per la gestione in struttura di oltre 800 mila anziani (media pro-capite 22 mila euro annui, calcolati nel Rapporto DOMINA 2020[5]).

Anche azzerando completamente l’indennità di accompagnamento, che oggi va a sostegno dell’assistenza a domicilio, la spesa pubblica salirebbe a 32,0 miliardi. Possiamo quindi affermare che, grazie all’onere delle famiglie, nel 2024 lo Stato ha risparmiato 6,1 miliardi di euro, pari allo 0,3% del PIL.

Stima del risparmio per lo Stato (2024)

dati in Miliardi di euro

  Scenario attuale (con spesa famiglie) Scenario ipotetico (senza spesa famiglie)
Spesa delle famiglie per assistenza anziani (assistenti familiari, regolari e non) 7,6 0,0
LTC – Componente sanitaria 9,4 9,4
LTC – Indennità di accompagnamento 11,6 0*
LTC – Altre prestazioni 4,8 4,8
Assistenza nuovi anziani 17,8
Totale Spesa pubblica 25,9 32,0
Risparmio per lo Stato 6,1

* l’indennità di accompagnamento, seppur non legata alla necessità di assistenza familiare, è stata azzerata per precauzione in quanto impossibile stimare il numero preciso degli interessati.

Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati RGS, ISTAT e INPS

Secondo Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, “La spesa delle famiglie per la gestione in casa di anziani non autosufficienti ammonta oggi a 7,6 miliardi. Questo impegno, tipicamente italiano, garantisce innanzitutto il mantenimento degli anziani in un ambiente familiare e confortevole, riducendo il ricorso alle strutture. Inoltre, la spesa pubblica viene alleggerita di un onere significativo che si avrebbe in caso di “istituzionalizzazione” di oltre 800 mila anziani. L’Osservatorio DOMINA quantifica questo risparmio per lo Stato, possibile grazie alla spesa delle famiglie, per 6,1 miliardi di euro, pari allo 0,3% del PIL.

 

[5] Cfr. Rapporto annuale DOMINA 2020, cap. 4.3

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