Il lavoro domestico sommerso

Intervista Michele Carpinetti

Nel settore domestico il lavoro sommerso è ancora predominante. C’è una forte tendenza delle famiglie italiane a sottovalutare le conseguenze del lavoro nero, della sua mancata qualificazione e la nascita di molte vertenze successive ai periodi di lavoro.

Quali sono le ragioni di questa tendenza? La risposta è nella domanda di lavoro. Moltissimi lavoratori sono stranieri: la loro conoscenza delle regole è modesta, la famiglia non considera questa attività svolta in favore di un famigliare, o della casa, proprio come un lavoro, quasi a dire che per poche ore non vale la penna dotarsi di contratti e contribuzioni. Quindi è un fatto culturale da una parte, e una mancata conoscenza dall'altra. Quando parlo di poche informazioni mi riferisco anche al messaggio istituzionale che non arriva come dovrebbe. Quando mai si è vista una campagna informativa da parte del governo o dell'Inps su questi aspetti pur essendo questo un settore che coinvolge milioni di persone tra famiglie e lavoratori?

Il lavoro sommerso vuol dire evasione contributiva ma anche, forse più importante, scarsa qualificazione dei lavoratori che sono abbandonati a loro stessi nella formazione e nella conoscenza dei diritti e dei doveri. Se ci facciamo caso questo appare assurdo in quanto il "mestiere" della colf e della badante implica competenze anche più importanti di altre professioni dove esistono percorsi abilitativi più rigorosi. Esiste solo il CCNL e il ruolo delle parti sociali. È ovvio che questo non è sufficiente.

Un altro problema che non è stato affrontato in questi anni è legato al grande fabbisogno di lavoratori e le inadeguate politiche di inserimento se trattasi di lavoratori stranieri. Ad oggi più che una sanatoria occorrerebbe una modifica legislativa che regolasse i flussi in base alle effettive necessità con percorsi formativi e di inserimento più qualificati. È evidente che se questi lavoratori rappresentano una risorsa sociale per il Paese occorrono delle politiche all'altezza della sfida che coinvolga le istituzioni ai vari livelli e le parti sociali.

Michele Carpinetti è presidente di EbinColf (Ente Bilaterale Nazionale del Comparto Datori di Lavoro Collaboratori Familiari). L'intervista è disponibile all'interno del Dossier DOMINA n.10 ("Vertenze nel lavoro domestico: il confine tra legalità e necessità").
 

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