Lavoro minorile e schiavitù

Convenzione Ilo firmata dai 187 Paesi

Il Regno di Tonga ha finalmente firmato la Convenzione internazionale dell’ILO, International labour organization, sulle peggiori forme di lavoro minorile. È l’ultimo dei 187 Stati che l’ha ratificata. Si tratta della prima volta nella storia che una convenzione ILO viene accettata da tutti gli Stati membri. La “Convention on the Worst Forms of Child Labour” (n. 182) risale al 1999 e prevede la proibizione e l'eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, tra cui la schiavitù, il lavoro forzato e la tratta.

Quello del lavoro minorile illegale, che sconfina spesso in vera e propria schiavitù, è una questione purtroppo attuale che riempie le pagine della cronaca. La brutale uccisione di Zohra, una bambina di otto anni proveniente da una famiglia poverissima di un villaggio del Punjab, sfruttata come domestica in Pakistan, rende tangibile un fenomeno che coinvolge circa 152 milioni di bambini in tutto il mondo.
UNICEF Italia ricorda che, a livello globale, 64 milioni di bambine e 88 milioni di bambini, pari a un decimo della popolazione infantile mondiale, sono coinvolti in qualche forma di lavoro minorile. I settori coinvolti sono molti. Nel lavoro domestico, in particolare, si stimano 15,5 milioni di bambini e adolescenti, per lo più ragazze, esposti a gravi rischi di infortuni o violenze.

L’associazione Save the Children fotografa la situazione italiana definendo “molto pesanti” i numeri su tratta e sfruttamento. Secondo il rapporto “Piccoli Schiavi Invisibili”, tra le 2.033 persone prese in carico dal sistema anti-tratta nel 2019, una vittima su 12 ha meno di 18 anni, il 5% meno di 14. Le regioni con il maggior numero di casi emersi sono la Sicilia (29,8%), seguita da Liguria (14,3%), Campania (9,3%) e Piemonte (13,7%). I casi di sfruttamento minorile in Italia nel 2019 sono stati 243: “solo la punta di un iceberg”, dice l’associazione.

Significativa l’opinione di Liliana Ocmin, responsabile del Coordinamento nazionale donne e del patronato immigrazione della Inas Cisl. “Lo sfruttamento delle bambine delle famiglie più povere vendute alle famiglie più facoltose – dichiara Ocmin a Vatican News – è diffuso. In particolare nel settore del lavoro domestico”. “Siamo preoccupati anche della situazione dei minori non accompagnati in Italia e in Europa. La sparizione di migliaia di bambini è un fatto tragico”.

“Le denunce di organizzazioni internazionali e associazioni non possono essere ignorate. Anche le associazioni delle famiglie datori di lavoro domestico e i sindacati dei lavoratori devono tenere alta la guardia”, dichiara Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA. “La nostra battaglia quotidiana per la legalità e l’emersione del lavoro nero serve a scongiurare sfruttamento e schiavitù, che incombono come nubi nerissime anche sui paesi europei”.


Redazione DOMINA
01/09/2020

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