Il lavoro domestico da Nord a Sud: caratteristiche e specificità nelle province italiane

Il lavoro domestico da Nord a Sud: caratteristiche e specificità nelle province italiane.

Come più volte illustrato nelle diverse edizioni del Rapporto annuale DOMINA sul lavoro domestico, il settore si diversifica fortemente non solo tra i vari Paesi europei in funzione dei diversi sistemi di welfare, ma anche rispetto alle specificità locali interne all’Italia. Questo dipende da diversi fattori, come le caratteristiche demografiche (età media, presenza immigrata, presenza di anziani), il tessuto economico, il sistema socio-sanitario e assistenziale, le politiche locali a sostegno della famiglia.

Queste peculiarità si riflettono sul mercato del lavoro domestico: considerando solamente i dati INPS sui lavoratori domestici regolarmente assunti dalle famiglie, a livello nazionale vi sono mediamente 14,1 lavoratori domestici ogni 1.000 abitanti (dati 2023). Questo rapporto raggiunge il picco massimo in Sardegna (29,7) e supera quota 20,0 nel Lazio, in Toscana e Umbria. Si attestano invece sotto la quota di 8 per mille le regioni del Sud, con il valore minimo in Basilicata (6,0).

A livello provinciale, tre province della Sardegna (Oristano, Cagliari e Nuoro) superano i 30 lavoratori domestici per mille abitanti. Sopra quota 20 anche alcuni capoluoghi di Regione del Centro-Nord, come Milano, Roma, Firenze e Genova.

 

Lavoratori domestici ogni 1.000 abitanti, dati 2023

Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati INPS

 

Vi sono poi altri indicatori che misurano le diversità territoriali nel lavoro domestico. La componente italiana, mediamente al 31,1%, raggiunge i picchi massimi in Sardegna, superando l’80% a Oristano, Nuoro e Cagliari. Al contrario, le province con più lavoratori domestici stranieri sono Milano, Bologna e Roma, che superano l’82%. Oltre l’80% di domestici stranieri anche in altre tre province emiliane: Modena, Reggio Emilia e Parma.

 

La presenza femminile nel lavoro domestico, mediamente all’88,6%, supera il 95% in province di dimensioni medio-piccole come Rovigo, Udine, Trento e Pordenone. Al contrario, la presenza maschile supera il 20% in alcune province del Sud, in particolare in Sicilia: Palermo, Messina, Catania e Siracusa, ma anche Napoli e Reggio Calabria.

 

Secondo Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA (Associazione Nazionale Datori di Lavoro Domestico, firmataria del CCNL sul Lavoro Domestico), “il lavoro domestico rispecchia le specificità territoriali che caratterizzano il nostro Paese. Pur essendo presente da Nord a Sud, in ogni territorio esso assume caratteristiche particolari legate alle caratteristiche demografiche, socio-economiche e di welfare. Per questo DOMINA dedica molta attenzione alle specificità territoriali, dedicando un’ampia sezione del Rapporto Annuale alla descrizione dei trend locali e delle misure di welfare promosse a livello locale.

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