La presenza dei lavoratori domestici stranieri in Italia

Quattro Paesi chiave

Come noto, il lavoro domestico è il settore con la maggiore incidenza di lavoratori stranieri, che rappresentano oltre il 70% del totale. In particolare, gli stranieri sono il 77% nel ruolo di assistenti familiari (badanti) e il 69% nel ruolo di collaboratori domestici (colf).

Tra le badanti, la componente dell’Est Europa è fortemente maggioritaria, rappresentando il 73,6% del totale. La parte rimanente risulta molto frammentata, senza grosse concentrazioni. Tra le colf, invece, la situazione è meno definita. L’Europa dell’Est rimane la componente più numerosa, ma con un’incidenza molto inferiore (47,1%). Forte anche la componente delle Filippine (18,0%) e significative le componenti dell’Asia orientale (11,0%) e del Sud America (10,4%).

Romania, Ucraina, Filippine e Moldavia sono i paesi con il maggior numero di lavoratori domestici in Italia. La Romania è la comunità straniera più numerosa in Italia, rappresentando quasi un quarto del totale stranieri (23,1%). Il 57,5% della comunità rumena in Italia è costituito da donne, mentre il tasso di occupazione (63,6%) è significativamente superiore alla media stranieri.
L’Ucraina rappresenta la quinta comunità più numerosa, con oltre 230 mila presenze. In questo caso la componente femminile è decisamente maggioritaria (78,0%), segno che il lavoro domestico (soprattutto come badante) ha un peso molto forte.
Le Filippine sono la sesta comunità immigrata in Italia, con oltre 167 mila presenze. In questo caso, il dato più significativo è l’altissimo tasso di occupazione (79,3%). Infine, la Moldavia è la nona comunità (132 mila presenze). I lavoratori di queste comunità sono occupati nella maggior parte dei casi nei servizi sociali e alle persone, in altre parole nel lavoro domestico; Ucraina e Filippine sono specializzate in questo tipo di attività, con oltre il 60% degli occupati concentrato in questo settore, così come il 49% dei cittadini della Moldavia. La presenza è rilevante ma non prevalente in Romania (30%), considerando che per quella nazionalità è molto forte anche la presenza di occupati nella manifattura e nell’edilizia.
 

Concentrazioni regionali

Analizziamo, per ciascuna delle quattro nazionalità, le maggiori concentrazioni regionali e nazionali. Generalmente, come era prevedibile, le principali concentrazioni si trovano nelle grandi città (Roma, Milano). Ci sono però alcune eccezioni: Napoli e la Campania, ad esempio, registrano una forte presenza di cittadini ucraini. Il Veneto, invece, ha una forte presenza dalla Romania e dalla Moldavia, agevolato dalla posizione geografica, essendo facilmente raggiungibile via terra da quei paesi.

Per i Rumeni, le prime tre regioni sono Lazio, Lombardia e Piemonte. A livello provinciale, il 15,5% dei rumeni in Italia si trova a Roma. Seguono Torino (8,4%) e Milano (4,2%).
Per gli Ucraini, le prime tre regioni sono Lombardia, Campania ed Emilia-Romagna. A livello provinciale, la prima area è Napoli, con il 9,8% del totale. Seguono Roma (8,4%) e Milano (8,0%).
Per i Filippini, le prime tre regioni sono Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna. A livello provinciale, la concentrazione è molto forte nelle grandi città: Milano (29,1%) e Roma (26,3%) da sole comprendono oltre la metà dei Filippini in Italia.
Per i Moldavi, le prime tre regioni sono Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia. Il ruolo del Nord-Est si riscontra anche a livello provinciale: il 9,5% dei Moldavi in Italia si trova a Roma. Seguono Padova (7,8%) e Venezia (6,3%).

Per maggiori informazioni sull’evoluzione delle comunità di questi quattro Paesi chiave, consigliamo la lettura del Dossier DOMINA n.11.

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