L’emergenza invisibile: quando la casa è più pericolosa della strada

Oltre 3,1 milioni di incidenti domestici all’anno contro i 173mila stradali. L’allarme dell’Osservatorio DOMINA: i rischi maggiori per anziani e lavoratori domestici.

L’emergenza invisibile: quando la casa è più pericolosa della strada. Oltre 3,1 milioni di incidenti domestici all’anno contro i 173mila stradali. L’allarme dell’Osservatorio DOMINA: i rischi maggiori per anziani e lavoratori domestici.

La casa viene spesso considerata un luogo sicuro, una convinzione diffusa che porta le persone a prestare meno attenzione alle attività quotidiane, favorendo il verificarsi di infortuni per distrazione o inesperienza. In realtà, la diffusione del fenomeno è così capillare che risulta più probabile essere vittima di un incidente domestico che di un incidente stradale. A rivelarlo è l’Osservatorio DOMINA, che accende i riflettori su un’emergenza fortemente sottovalutata.

Gli ultimi dati ISTAT disponibili sugli incidenti in ambiente domestico quantificano il fenomeno in 789 mila incidenti avvenuti nell’arco di tre mesi, pari a oltre 3,1 milioni in un anno[1], contro i 173.364 incidenti stradali[2]  con lesioni a persone. Questi numeri aiutano a comprendere la diffusione del fenomeno, ma non ne restituiscono pienamente la gravità, poiché non comprendono i cosiddetti “infortuni nascosti”, cioè quelli non denunciati perché di lieve entità, e non tengono conto che gli esiti possono essere anche mortali.

Confronto annuo incidenti stradali con lesioni alle persone con numero incidenti domestici (2025, valori in migliaia)

[1] I dati ISTAT si basano su un’indagine campionaria in cui viene chiesto se il rispondente ha subito incidenti domestici negli ultimi 3 mesi. La proiezione annua è effettuata moltiplicando il dato trimestrale per quattro volte.

[2] INCIDENTI STRADALI. ISTAT. Anno 2025.

 

Osservando i tassi di incidenza, si nota una marcata polarizzazione del rischio. sebbene la media generale si attesti a 12,8 incidenti ogni mille persone (con almeno 15 anni di età), le ulteriori analisi portano alla luce varianze significative a seconda dello status occupazionale. Chi esce quotidianamente per recarsi sul luogo di lavoro risulta, paradossalmente, molto più al sicuro tra le mura domestiche: la popolazione attiva occupata registra infatti il valore in assoluto più basso, fermandosi ad appena 9,4 infortuni su mille.

 

Incidenti domestici in Italia negli ultimi 3 mesi del 2025 per situazione occupazionale (over 15 anni)

Condizione occupazionale Incidenti domestici per mille persone con le stesse caratteristiche
Occupato 9,4
Casalinga/o 18,1
Pensionato 18,9
Totale 12,8

Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati ISTAT

 

Incidenti domestici in Italia nella popolazione totale (2025 valori in migliaia)

Classe

di età

Persone che hanno subito incidenti negli ultimi 3 mesi (indagine ISTAT) Distribuzione per classe d’età Per mille persone con le stesse caratteristiche
0-5 anni 23 3,3% 9,7
6-14 anni 17 2,4% 3,6
15-24 anni 31 4,4% 5,4
25-34 anni 57 8,1% 9,2
35-44 anni 82 11,7% 11,8
45-54 anni 100 14,2% 11,3
55-64 anni 94 13,4% 10,2
65-69 anni 52 7,4% 13,7
70-74 anni 51 7,3% 16
75-79 anni 36 5,1% 12
80 anni e più 159 22,6% 35,1
Totale 702 100,0% 12,0

Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati ISTAT

 

La situazione si ribalta drammaticamente per chi vive e cura maggiormente l’ambiente abitativo: per i pensionati e i casalinghi il pericolo di subire un incidente si fa quasi doppio rispetto agli occupati, facendo aumentare i tassi di incidenza rispettivamente a 18,9 e 18,1 casi ogni mille individui.

Questo accade perché trascorrere più tempo tra le mura domestiche e dedicarsi alla cura della casa moltiplica inevitabilmente le occasioni di rischio. Non sono infatti le difficoltà economiche a far scattare l’allarme infortuni, bensì la frequenza e l’intensità con cui si vive e si interagisce con il proprio spazio abitativo. A questo quadro si aggiunge un fattore cruciale: l’età. È proprio la variabile anagrafica a spiegare perché i pensionati risultino ancor più vulnerabili degli stessi/e casalinghi/e.

I dati fotografano una realtà preoccupante per i più fragili: il picco assoluto degli incidenti colpisce gli over 80, che da soli assorbono ben il 22,6% del totale degli infortunati, registrando un indice di 35,1 casi ogni mille individui.

Una delle prime cause dell’incidente domestico è la diffusa convinzione che la casa sia un luogo sicuro, situazione che porta le persone a prestare meno attenzione alle attività quotidiane. A registrare un elevato rischio sono anche coloro che in quell’ambiente operano per professione: i collaboratori domestici. Una criticità talmente strutturale ed evidente che lo stesso Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di categoria ha dovuto porre un forte accento sulla prevenzione, tutelando formalmente l’incolumità di questi lavoratori attraverso l’articolo 28 dedicato proprio alla “Tutela delle condizioni di lavoro”.

 

Infortuni sul lavoro per anno evento

2020 2021 2022 2023 2024 Infortuni ogni 1.000 lavoratori. 2024
Personale non qualificato addetto ai servizi domestici (COLF) 2.330 2.655 2.431 2.493 2.435 6,0
Professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati (BADANTI) 13.619 6.376 7.913 5.035 4.655 11,2

Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati INAIL

 

I dati INAIL confermano l’elevata esposizione al rischio nel settore domestico, ma portano alla luce una profonda spaccatura tra le diverse professioni. Nel 2020, in piena pandemia, la curva degli infortuni per le badanti ha subito un’impennata anomala, toccando il picco assoluto di 13.619 casi (ben 30 ogni 1.000 lavoratrici), per poi rientrare gradualmente fino a normalizzarsi a quota 4.655 nel 2024. A innescare questo boom statistico è stato il Decreto Cura Italia, che ha equiparato il contagio da Covid-19 a un infortunio sul lavoro: l’inevitabile e continua vicinanza fisica delle badanti con persone fragili ha reso molto più frequente e immediato il riconoscimento del nesso causale.

Completamente diverso, invece, lo scenario per le colf. Per questo segmento, il numero di infortuni è rimasto sostanzialmente stabile nel quinquennio, oscillando tra i 2.330 casi del 2020 e i 2.435 del 2024. La spiegazione risiede nella natura stessa della loro mansione: dedicandosi prevalentemente alla cura degli ambienti e avendo minori interazioni interpersonali, per il personale delle pulizie è risultato statisticamente molto più complesso dimostrare di aver contratto il virus durante l’orario di lavoro.

Guardando ai tassi di frequenza standardizzati del 2024, emerge un chiaro divario tra le due professioni: il rischio infortunistico per le badanti risulta essere quasi il doppio rispetto a quello delle colf. I dati registrano infatti un’incidenza di 11,2 infortuni ogni mille lavoratrici per l’assistenza alla persona, contro i 6,0 casi ogni mille addetti ai servizi domestici.

Secondo Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, “I dati che emergono dal nostro Osservatorio ci impongono di non sottovalutare più questa emergenza silenziosa. È indispensabile promuovere una forte cultura della prevenzione per sfatare il mito della casa come luogo privo di pericoli, tutelando attivamente le fasce più vulnerabili della nostra società: i nostri anziani, che pagano il prezzo più alto, e i lavoratori domestici, la cui incolumità deve rimanere una priorità assoluta”.

 

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