Prosegue il calo (formale) di Colf e Badanti: perché è urgente informare e sostenere il settore.
I dati dell’Osservatorio INPS sui lavoratori domestici rappresentano la fonte principale per l’analisi del lavoro domestico in Italia. I dati relativi al 2025, rilasciati nei giorni scorsi dall’Istituto di previdenza, confermano il calo dei lavoratori domestici (formali) già avviato dopo il picco del 2020-2021, favorito dalle regolarizzazioni legate alla pandemia. In particolare, si sono “persi” oltre 18 mila domestici nell’ultimo anno e oltre 100 mila negli ultimi tre anni.
Serie storica dei lavoratori domestici in Italia

Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati INPS
L’identikit del lavoro domestico conferma una prevalenza femminile e immigrata. Le donne si attestano all’88,7% tra i lavoratori del settore, con un’incidenza in linea con i valori dell’ultimo decennio. La componente straniera, invece, pur rimanendo maggioritaria, registra un progressivo calo negli ultimi dieci anni, passando dal 73,8% del 2016 al 68,9% del 2025. La componente con cittadinanza italiana, pertanto, è ormai da 7 anni sopra il 30% del totale, rappresentando nettamente il primo gruppo per Paese d’origine.
Per quanto riguarda la tipologia di rapporto, per il secondo anno consecutivo i lavoratori domestici occupati come “badante” superano quelli occupati come “colf”, segno di una crescente necessità di cura e assistenza, legata alle dinamiche demografiche.
Serie storica distribuzione lavoratori domestici per CITTADINANZA
(Rosso) Stranieri (Verde) Italiani
Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati INPS
Serie storica distribuzione lavoratori domestici per GENERE
(Blu) Uomini (Viola) Donne
Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati INPS
Serie storica lavoratori domestici per TIPOLOGIA DI RAPPORTO
(Arancione) Colf (Azzurro) Badanti
Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati INPS
Un trend particolarmente significativo riguarda il progressivo innalzamento dell’età media dei lavoratori domestici in Italia. L’età media è passata da 47 anni nel 2016 a 52 nel 2025. L’età media è costantemente più alta tra chi lavora come “badante” piuttosto che tra chi lavora come colf, probabilmente a causa della maggiore difficoltà di conciliare il lavoro di assistenza in convivenza con le esigenze familiari di lavoratrici e lavoratori.
Serie storica dell’età media per tipologia di rapporto
Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati INPS
Questa dinamica può essere osservata anche da un’altra prospettiva: negli ultimi dieci anni la quota di lavoratori domestici con almeno 50 anni è progressivamente aumentata, passando dal 44,0% del 2016 al 62,7% del 2025. Ciò comporta, allo stesso tempo, un calo degli under 30 (da 6,9% a 4,4%) e soprattutto della classe 30-50 anni (da 49,1% a 32,9%). Questo fenomeno dipende da diversi fattori, come l’ingresso nel mercato del lavoro di persone in età matura, ma anche la stabilizzazione di una quota di lavoratrici immigrate giunte in Italia all’inizio degli anni 2000.
Serie storica della distribuzione % dei lavoratori domestici per classe d’età (Quota over 50).
TOTALE LAVORATORI DOMESTICI
Elaborazioni Osservatorio DOMINA su dati INPS
I dati INPS costituiscono la base per le analisi del settore, incluse quelle dell’Osservatorio DOMINA. Oltre a questi dati, che forniscono una fotografia del lavoro domestico formale in Italia, l’Osservatorio DOMINA elabora proprie stime sul lavoro informale e sull’impatto economico e sociale del settore all’interno del quadro più ampio della “care economy”.
Secondo Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, “i dati INPS confermano il trend di calo – almeno formale – degli occupati nel settore. Le proposte avanzate da DOMINA negli ultimi anni vanno nella direzione di sostenere economicamente le famiglie favorendo quindi la regolarizzazione del lavoro domestico. Questo percorso, a fronte di un investimento iniziale per lo Stato, porterebbe vantaggi per tutti gli attori coinvolti: maggiore sicurezza e tutele per le famiglie; diritti e garanzie per lavoratori e lavoratrici; gettito fiscale per lo Stato e controllo delle situazioni di sfruttamento”.




