Quanto risparmia lo Stato grazie alla spesa delle famiglie per il lavoro domestico

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In attesa dell’effettiva attuazione della riforma sulla non autosufficienza, attesa entro la fine di marzo, attualmente sono le famiglie il principale attore del welfare, gestendo letteralmente “in casa” il settore della cura e dell’assistenza.
Come illustrato ampiamente nel 5° Rapporto annuale sul lavoro domestico a cura dell’Osservatorio DOMINA, la spesa delle famiglie italiane per il lavoro domestico ha registrato una progressiva crescita dal 2017 al 2021, quando ha toccato il picco massimo con oltre 8 miliardi di euro.
Nel 2022, vista la fisiologica diminuzione del numero di lavoratori domestici seguita al cosiddetto “effetto Covid” (cfr. Rapporto annuale DOMINA), anche il volume di spesa ha subito un lieve calo, registrando comunque il secondo valore più alto del decennio (7,7 miliardi).
Considerando il tasso di irregolarità al 51,8%, è possibile stimare la componente irregolare, sia per quanto riguarda il numero di lavoratori che per la spesa delle famiglie. In questo modo, si ottiene il numero complessivo di lavoratori domestici, pari a 1,8 milioni, mentre la spesa delle famiglie sale a 14,3 miliardi.
 


Secondo le stime ISTAT sul valore aggiunto generato da ciascun settore, si può affermare che il “PIL del lavoro domestico” contribuisca a produrre un punto del PIL italiano.
Negli ultimi anni il Valore Aggiunto prodotto dal lavoro domestico è in lieve ma progressiva diminuzione e, nel 2022, si attesta a 17,1 miliardi di euro (-3,4% rispetto al 2021). La contemporanea crescita del Valore Aggiunto totale, registrata nel 2022 (+7,0%), determina un live calo dell’incidenza %, pari all’1%.



Oltre al contributo al PIL, vi sono altri benefici dati dalla spesa delle famiglie. Va ricordato, infatti, che nel modello di welfare “mediterraneo” i servizi di assistenza e cura sono in larga parte demandati alle famiglie, alleggerendo il carico in capo alle strutture pubbliche (Cfr. Dossier Ue DOMINA, 2023).
Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato, nel 2022 la spesa assistenziale di lungo periodo (Long Term Care) destinata alla popolazione over 65 ammonti a 24,5 miliardi di euro, pari al 74,2% del totale (33,0 miliardi).
In questo contesto, possiamo affermare che il sistema assistenziale è tenuto in piedi grazie ai 7,7 miliardi spesi dalle famiglie per la gestione dei badanti (inclusa la componente irregolare).
Senza la spesa delle famiglie, che garantisce la possibilità dell’assistenza a domicilio, lo Stato dovrebbe spendere circa 19,8 miliardi in più per la gestione in struttura di quasi un milione di anziani (media pro-capite 22 mila euro annui, calcolati nel Rapporto DOMINA 2020).
Anche azzerando completamente l’indennità di accompagnamento, che oggi va a sostegno dell’assistenza a domicilio, la spesa pubblica salirebbe a 33,3 miliardi. Possiamo quindi affermare che, grazie all’onere delle famiglie, nel 2022 lo Stato ha risparmiato 8,8 miliardi di euro, pari allo 0,5% del PIL.



Commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale DOMINA: Le famiglie italiane sono ormai un importante attore di welfare. Secondo i dati ufficiali dell’INPS e dell’ISTAT, la spesa delle famiglie per il lavoro domestico è pari a quasi 8 miliardi di euro per la sola componente formale. A questi vanno aggiunti altri 6,6 miliardi spesi per la retribuzione dei lavoratori domestici informali (che oggi sono il 51,8% del totale). Le famiglie, dunque, spendono 14,3 miliardi di euro per il lavoro domestico, di cui 7,7 miliardi per la sola assistenza agli anziani (badanti). Senza questo impegno, lo Stato dovrebbe farsi carico della cura di quegli anziani che oggi, invece, vivono nella propria casa. In questo scenario, la spesa pubblica per l’assistenza aumenterebbe di 8,8 miliardi rispetto ai valori attuali.
Ecco, quindi, perché è importante la Riforma sulla non autosufficienza che, secondo l’iter previsto dal PNRR, dovrebbe concretizzarsi entro il primo trimestre 2024.
Uno dei capisaldi della riforma è l’articolo 4, che prevede l’attuazione di uno o più decreti legislativi finalizzati a riordinare, semplificare, coordinare – per rendere più efficaci – attività di assistenza sociale, sanitaria e sociosanitaria per le persone anziane non autosufficienti.


Redazione DOMINA
26/02/2024

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