Spesa dei comuni per l'assistenza sociale

Panoramica dei dati

ILa Legge quadro n. 328 del 2000 attribuisce ai Comuni la competenza in materia di assistenza sociale. In particolare per quanto riguarda il supporto economico e logistico alle famiglie in cui sono presenti bisogni sociali di varia natura, tra cui quelli connessi alla cura e all’integrazione sociale delle persone disabili. Dunque, analizzare la spesa pubblica per l’assistenza alle persone con disabilità comporta il confronto di fonti comunali diverse e non sempre omogenee. Un interessante studio dell’Istat consente di mettere a confronto la spesa comunale per area geografica.

A partire dal 2009 i trasferimenti verso i Comuni volti a finanziare la spesa sociale hanno subito drastiche riduzioni, principalmente riconducibili ai tagli al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, ma anche agli altri fondi destinati ad apportare risorse a questo settore, fra cui il Fondo per la non autosufficienza.
Nel 2013 si stima che le risorse destinate dai Comuni alle politiche di welfare territoriale ammontino a circa 6,8 miliardi di euro. Di questi il 24% (1,7 miliardi) dedicato alla disabilità e il 19% agli anziani, in larghissima parte per supporto a condizioni di non autosufficienza. Si registra complessivamente una riduzione del 2,7% rispetto all’anno precedente e del 4% rispetto al 2010, quando si è toccato il massimo di spesa con circa 7 miliardi e 127 milioni di euro.

Complessivamente, oltre metà dei circa 1,7 miliardi spesi dai Comuni per la disabilità è speso al Nord Italia (Nord Ovest 29,3% e Nord Est 25,6%). Il valore medio pro-capite è di 2.990 euro a livello nazionale, mentre cresce molto al Nord. Il picco si registra al Nord Est, con oltre 5.300 euro per ciascuna persona disabile. La spesa pro capite più alta si registra in Trentino-Alto Adige (16.912 euro pro capite) e, al secondo posto, in Sardegna (8.517 euro pro capite). In coda alla graduatoria si collocano le regioni del sud in particolare la Calabria con 469 euro e la Campania con 706 euro.
 

Spesa comuni per persone con disabilità

A differenza di altre aree di utenza, l’andamento della spesa per le persone disabili risulta ancora in crescita, anche se con un ritmo molto più contenuto rispetto al passato. Dal 2003 al 2010 l’incremento medio annuo era stato dell’8%, nel 2012 la spesa per i servizi rivolti ai disabili diminuisce in alcune regioni ed aumenta in altre producendo a livello complessivo un incremento del 4%. Quasi 211.000 persone in un anno risultano prese in carico dal servizio sociale professionale dei Comuni. I principali interventi e servizi per l’area disabilità sono il sostegno socio- educativo scolastico, che assorbe il 21% delle risorse; i centri diurni e le altre strutture di supporto a ciclo diurno, come i laboratori protetti, che complessivamente comprendono il 19% della spesa (considerando anche le rette per i centri privati); le strutture residenziali (e le integrazioni alle rette) con il 17% della spesa; l’assistenza domiciliare, cui compete il 14% della spesa complessiva in favore delle persone con disabilità.

L’assistenza domiciliare offerta dai Comuni alle persone disabili comprende varie tipologie. Quella di tipo socio-assistenziale (cura e igiene della persona, aiuto nella gestione dell’abitazione, sostegno psicologico a domicilio) conta circa 38.800 beneficiari, pari al 6,9% della popolazione con disabilità fino a 64 anni. Il costo medio del servizio per i Comuni è di quasi 3.700 euro per utente in un anno. Vi è poi l’assistenza domiciliare integrata con servizi sanitari, di cui i Comuni sostengono la componente socio-assistenziale (2.300 euro in media per quasi 10.700 utenti) mentre è a carico del Servizio sanitario nazionale la quota a carattere sanitario. I voucher, gli assegni di cura o i buoni socio-sanitari vengono erogati a quasi 22.500 persone disabili, con un importo medio di 1.992 euro l’anno. Vi sono poi forme meno frequenti di assistenza domiciliare, che comprendono il telesoccorso e la teleassistenza (circa 2.300 utenti l’anno) o la distribuzione di pasti e/o lavanderia a domicilio (1.900 utenti l’anno). Altri interventi rilevanti nell’area disabilità sono: il trasporto sociale, il sostegno all’inserimento lavorativo e vari tipi di contributi economici. Per approfondire il tema vi consigliamo la lettura del Dossier DOMINA n.8.

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